Ricordo di Aldo Tirone

Un mese fa, lo scorso 5 agosto, si è spento a Roma, in maniera quasi inosservata, Aldo Tirone, storico autore televisivo e radiofonico della Rai nonché importante protagonista del mondo discografico italiano. Il ricordo di Musica361.

Aldo Tirone, morto lo storico autore RAI
Aldo Tirone (Foto dal profilo Facebook).

Quasi nessun trafiletto o coccodrillo dalle testate nazionali o locali: probabilmente per la complicità del periodo estivo o per la rispettabile riservatezza della famiglia, la morte di Aldo Tirone, storico autore e conduttore di numerosi programmi Rai, azienda nella quale il suo nome circolava da circa quarant’anni, è stranamente passata inosservata. Stranamente e ingiustamente se si considera il contributo di Tirone anche al mondo della discografia italiana, in qualità di paroliere, promoter e direttore artistico di importanti manifestazioni.

La sua carriera ebbe inizio, si può dire, alla fine degli anni ’50 quando, subito dopo la maturità, fece il suo primo viaggio da Termini Imerese, dove era nato, a Roma: qui, sedotto dal fascino della città eterna decise di non fare più ritorno in Sicilia, guadagnandosi da vivere prestando servizio come portiere presso prestigiosi alberghi di via Veneto e potendo così conoscere artisti, cantanti, musicisti e addetti ai lavori del mondo dello spettacolo dell’epoca. «I cosiddetti anni della “Dolce Vita” erano veramente scanzonati, un altro mondo», aveva dichiarato in una recente e lunga intervista realizzata qualche mese fa per Musica361 ma ancora inedita, «ai tempi era più facile entrare direttamente in contatto con gli artisti, si poteva diventare amici di tutti o quasi. Niente di paragonabile al “coprifuoco” di oggi…Non è che voglia parlar male della contemporaneità per esaltare la mia giovinezza ma quell’epoca fu veramente d’oro: o forse la verità è che oggi sono cambiati i rapporti nel mondo dello spettacolo e della musica».

Amante delle sette note fin da adolescente quando si esibiva cantando nei locali, in quel primo periodo romano Tirone comincia a scrivere le sue prime canzoni diventando paroliere e poi socio SIAE. E a poco a poco, da portiere d’albergo, grazie alle conoscenze maturate di anno in anno, si introduce sempre più nell’ambiente dello spettacolo romano, bazzicando anche il cinema come aiuto regista, finché, alla metà degli anni Sessanta, mette finalmente piede in Rai, quando ancora la sede dell’azienda si trovava in via del Babuino, prima di essere trasferita in viale Mazzini: «Uno dei primi personaggi che mi presentarono e col quale lavorai fu Ezio Radaelli: cominciai la mia esperienza in azienda come suo aiutante in qualità di responsabile per i rapporti con le televisioni europee nelle ultime edizioni del mitico Cantagiro e Cantaeuropa». Nel corso degli anni Sessanta e Settanta Tirone si conquista ruoli importanti in diverse manifestazioni, quali il Festival del Reggae con Bob Marley, fino alla nomina di responsabile della formazione orchestrale del Festival di Sanremo delle edizioni tra il 1988 e 1990.

Da ricordare anche la sua firma ne La notte è fatta per rubare (1968) cantata da Catherine Spaak e Daniela (1982) di Christian, sebbene il suo nome in campo musicale, tra gli anni Settanta e Ottanta, resterà soprattutto legato alla promozione per importanti case discografiche come RCA e BabyRecords, portando alla fama hit come Bella senz’anima (1974) di Riccardo Cocciante o Blue Dolphin (1975) di Stephen Schlaks ma anche brani di Antonello VendittiClaudio BaglioniEugenio Finardi, passando anche per gli Area di inizio carriera, Jefferson Airplane, David BowieLou Reed.

Date le competenze di Tirone in ambito artistico e musicale fu poi naturale nel corso degli anni Ottanta, approdare gradualmente alla radio e alla tv: «Grazie a contatti di lavoro in Rai riuscii a proporre alcune idee per nuovi programmi: fu così che mi invitarono a lavorare come autore per qualche trasmissione radiofonica, nonostante venissi dal mondo musicale. Motivo di più per capire quanto rimpianga quegli anni, quando Mamma Rai ti premiava sempre se portavi idee vincenti». E fu così che Tirone regalò a Mamma Rai una serie di popolari trasmissioni di successo: da quelle televisive come Linea Bianca e Uno mattina estate a quelle radiofoniche come Taxi TaxiC’ero anch’io, programma sui mitici anni Sessanta condotto con Elsa Martinelli e Che lavoro fai?, trasmissione tra intrattenimento e informazione molto utile ai giovani in cerca di lavoro in onda il sabato sera dal 1998 al 2011.

Una lunga esperienza professionale la sua, ricca di numerosi incontri, da Alberto Lupo a Claudio Villa, da Alberto Sordi a Mino Reitano, tanto da suggerirgli la realizzazione di un libro, oggi rimasto incompiuto, costituito proprio da curiosi aneddoti legati alla sua carriera, che, nonostante l’allontanamento definitivo dalla Rai nel 2013, considerava tutt’altro che conclusa, continuando a ideare nuove proposte rimaste tuttavia inascoltate.

Pur non potendo permetterci di entrare nel merito di strategie d’azienda o presunte ingratitudini, alla luce dei fatti Aldo Tirone non è comunque un personaggio che meriti di non essere ricordato. Sarebbe un destino tanto più paradossale nei confronti di un professionista come lui che, cordiale quanto passionale, aveva proprio ribadito l’importanza della memoria storica di quei personaggi che hanno contribuito alla tradizione musicale italiana: «Ho vissuto, col cuore e con le orecchie, gli anni di Adriano Celentano, Bruno Martino e Nico Fidenco, quando la melodia era parte fondamentale in una canzone. Oggi quel periodo non mi sembra essersi solo esaurito, dico addirittura perso: sempre più raramente sento passare in radio quei brani, lasciando molto più spazio alle novità e ai “neourlatori”. Non discuto ed è chiaro che possa piacere la novità ma non si può dimenticare il passato: mi rammarica vedere che, mentre si scoprono nuovi artisti di qualità, altri non vengano più o, immeritatamente, poco ricordati».

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Luca Cecchelli
Luca Cecchelli

Laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi in linguistica italiana e da sempre interessato al mondo dello spettacolo, scrive per diverse testate e rubriche di teatro e musica, parallelamente all’attività di ufficio stampa. Cinefilo quasi attore, scrittore, critico, melomane e appassionato conoscitore di musica rock, è assiduo frequentatore di sale e concerti oltreché batterista per passione presso alcune formazioni.

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