Afterhours e Manuel Agnelli nelle loro “Foto di pura gioia”, l’album antologico

Abbiamo incontrato gli Afterhours e Manuel Agnelli che, dopo 30 anni di carriera, hanno voluto fare il punto raccontando chi sono e cosa hanno fatto.

Afterhours e Manuel Agnelli
La copertina di “Foto di pura gioia”, l’album antologico.

Gli Afterhours e Manuel Agnelli compiono 30 anni di carriera. Hanno sentito che questo era (è) il momento giusto per pubblicare una raccolta antologica, “Foto di pura gioia”, che fissasse un punto fermo su chi sono e cosa hanno fatto.

L’album, che nella bellissima versione deluxe è arricchito da un libro che racconta la storia della band ed è ricco di foto, sarà pubblicato il 17 novembre. L’altra data fondamentale per gli Afterhours è quella del 10 aprile 2018, serata che chiuderà i festeggiamenti del loro trentennale con un concerto al Mediolanum Forum di Assago.

Il disco più recente degli Afterhours è Folfiri e Folfox, un disco di atmosfere pesanti ma anche, in qualche modo, di reazione – alla malattia, alla perdita, al dolore. Insomma, eravamo distanti anni luce da quello che gli Afterhours propongono oggi: con questa antologia (4 dischi, 76 brani) già dal titolo si capisce che siamo in tutt’altro clima. “Foto di pura gioia”, spiega Manuel Agnelli, «Mostra che per 51 anni nella musica e nella vita ho fatto quello che ho voluto. Non tutti possono dirlo».

In “Foto di pura gioia” troviamo versioni alternative di brani che sono successivamente finiti su disco, demo varie, 4 inediti del primissimo periodo della band, ci sono i brani più recenti e “Bianca”, ricantata con Carmen Consoli.

Gli Afterhours (in questo caso Agnelli e Rodrigo D’Erasmo) raccontano che «Il materiale selezionato per la raccolta non è altro che una piccola selezione di quello che avevamo raccolto nella nostra sala prove, distrutta da un incendio. Di cose ne abbiamo salvate tante, belle ed emozionanti».

Inevitabile chiedere anche della copertina del disco, di questo Manuel bambino con cinturone e pistola: «La foto l’ha scattata mio padre, dopo uno dei suoi viaggi in Africa. Lì viveva una parte della famiglia e mi portava sempre regali al ritorno. Ero appassionato di film di cowboy, per questo mi aveva regalato il cinturone. Io nella foto cercavo di fare il duro».

Afterhours e Manuel Agnelli
Afterhours.

Il legame con questo album antologico è forte, per Manuel Agnelli: «Questo è il disco in cui ho cercato di ritrovarmi. Nella foto si vede qualcosa della casetta dove abitavo, ad Abbiategrasso. Per me questa foto è un punto di riferimento. Sul retro c’è uno scatto del periodo di “Germi” (album del 1995, nda), di quando abbiamo iniziato a picchiarci dentro duro. Queste foto sono le due facce della medaglia, per me le radici sono importanti. Quando entravo in crisi, per anni guidavo fino alla casa di mio padre: usavo questo meccanismo per ricordarmi che io esistevo anche prima di quella crisi, e di essere stato bene. Ho avuto un’infanzia felice. “Germi” ha significato strappare le radici, mescolare generi musicali senza etichette».

Il disco è stato anticipato da “Bianca”, cantata con Carmen Consoli perchè «Chi poteva essere ancora in giro dopo anni, con un senso molto forte di quello che fa, con un percorso simile al nostro?».

In conclusione, “Foto di pura gioia”  è «Un po’ un mattone, 30 anni sono un mattone, avevamo la necessità di razionalizzarli in un oggetto fisico. Per me andare in tv a X Factor è stato rivelatore: per la maggior parte del pubblico io non esistevo. All’inizio è stata dura, ma ho capito che quello che davamo per scontato per molte persone non lo era. Per questo abbiamo scelto di comunicare le cose che abbiamo fatto, e spero che altri facciano il loro “mattone”. Esiste una vita sensata e intensa, lunga 30 anni, fuori dalla tv».

Vita che porterà a un live che «Durerà per lo meno tre ore in cui racconteremo momenti diversi del nostro percorso. Sarà un concerto che, nel nostro piccolo, vuole riproporre quello fatto recentemente da Nick Cave, uno dei più belli mai visti: c’era un contatto con il pubblico che non si vede più. Noi non siamo Nick Cave, ma quella formula del concerto ci piace tantissimo, slegata dalla necessità dello spettacolo. Sappiamo che avremo molti ospiti, anche ex Afterhours. Però non ci abbiamo ancora pensato nel dettaglio».

In attesa del concerto del aprile, giovedì sera gli Afterhours saranno a X Factor.

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Francesca Binfaré
Francesca Binfaré
Giornalista, si occupa di musica, spettacolo e viaggi; parallelamente svolge attività di ufficio stampa. Autrice e conduttrice radiofonica dal 1989. Ha vissuto qualche tempo a Dublino, ma non ha mai suonato al campanello di Bono. Ha visto i "duri" Metallica bere un the e Slash senza l’immancabile cilindro. Affezionata frequentatrice del Festival di Sanremo e dei meandri del Teatro Ariston.
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