15 anni di tormentoni estivi italiani

Saliamo sulla macchina del tempo e andiamo a riscoprire quelle che furono le nostre hit estive.

Tormentoni-estivi-italianiQuando arriva l’estate non si può non parlare di tormentoni, tutti abbiamo avuto almeno una colonna sonora durante la stagione estiva. Torniamo indietro al 2000 e scopriamo quante canzoni italiane ci hanno conquistato negli ultimi quindici anni.

Non era facile vivere nel nuovo millennio, si millantava la fine del mondo, mentre invece ci fu soltanto la fine di alcuni computer che non resistettero al “Millenium Bug”. Lire in tasca, walkman e soprattutto VHS nel registratore, per poter immortalare quel che fu il Festivalbar, un evento musicale che molti di noi rimpiangono e rivorrebbero, per quanto fosse il manifesto della tv generalista e commerciale.

Era solo ed esclusivamente il Festivalbar che sanciva l’inizio indiscutibile dell’estate e proprio nel 2000 venivano premiati, durante l’ultima puntata di quell’edizione, due tormentoni storici: “Vamos a bailar” di Paola e Chiara, e “Qualcosa di grande” dei Lunapop. Nello stesso anno, gli Jarabedepalo portarono in Italia “Depende” (riscritta insieme Jovanotti). Indimenticabile, invece, “Ti prendo e ti porto via” di Vasco, che insieme ad “Infinito” di Raf,  “Tre parole” di Valeria Rossi, “La mia signorina” di Neffa, “Boy Band” dei Velvet e “www.mipiacitu” dei Gazosa furono la ricetta perfetta dell’estate 2001.

Non sapevamo ancora che saremmo stati eliminati malamente dai Mondiali di Calcio, ma intanto, nel 2002, Ligabue raccontava come “Tutti vogliono viaggiare in prima”, Brusco cantava “Sotto questo sole”, Cesare Cremonini ammaliava con “Latin Lover”, mentre “Rosso relativo” spianava la strada ad un giovane Tiziano Ferro, che forse non immaginava ancora di poter scrivere alcune delle canzoni d’amore più celebri della musica in Italia. Il vero successo, però, lo fecero gli Articolo 31 con “Domani smetto”, che può essere considerata un’apoteosi considerando che, nello stesso album di quella canzone, erano presenti “Gente che spera” e “Spirale Ovale”.

È la stessa annata del successo planetario delle Las Ketchup con “Asereje”, che, pur non essendo italiane, devono essere obbligatoriamente citate per la rapida e fortunatissima carriera, alla pari di quella che ebbero i Santa Esmeralda con “Don’t Let Me Be Misunderstood” e di quella che avrà, nell’anno successivo, Dj Bobo con “Chihuahua”.

Si sentiva aria di cambiamento, arrivò l’euro, la nostra vecchia lira era stata ormai abbandonata con l’ultima banconota cambiata in banca. Gli iPod iniziavano a circolare nel mondo e a rivoluzionare la musica. Nel 2003 ci sono stati due grandi tormentoni che hanno diviso le diverse generazioni: Eros Ramazzotti conquistò l’estate con “Un’emozione per sempre”, canzone che verrà poi abusata nei karaoke o in qualsiasi video di fotografie dedicato alla famiglia o agli amici (classico epilogo da tormentone), mentre DJ Francesco esordì con La canzone del capitano, estremamente criticata dai puristi della musica quanto cantata da tantissimi giovani, tanto da vendere 1.600.000 copie ed essere il brano più venduto in Italia nel XXI secolo. Altre perle del 2003 furono “Prima di andare via” di Neffa, “In una notte d’estate” de Le Vibrazioni e la doppietta “Tu Corri!” e “Mary” dei Gemelli DiVersi.

2004, Zucchero con “Il Grande Baboomba”, “Come stai” di Vasco e “Convivendo” di Biagio Antonacci scalarono le classifiche, ma a rapire il ritmo dei più giovani furono gli Articolo 31 con “L’italiano medio” e “Calma e sangue freddo” di Luca Dirisio, una meteora di cui si aspetta ancora il ritorno.

La storia dei tormentoni dal 2000 al 2007 fu davvero in ascesa e con il 2005 entriamo in un’annata che sarebbe pregiatissima se le canzoni fossero vino.

Lascia che io sia” di Nek ed “Estate” dei Negramaro monopolizzarono le radio e i lettori mp3 da 512 MB, mentre i Gemelli DiVersi lasciarono il segno con “Fotoricordo”. Persino il re del tormentone, Max Pezzali, nello stesso anno fece uscire l’album “Tutto Max”, sintomo di 365 giorni di hit.

Arriviamo al 2006 ed è obbligatorio citare, in primis, il remix che fece Alex Farolfi di “Seven Nation Army” dei The White Stripes con i commenti dei Mondiali in Germania di Caressa e Bergomi (“Andiamo a Berlino Beppe!” Cit.). Sempre a tema Mondiali, Checco Zalone scrisse una hit estiva che accompagnò le partite e la vittoria dell’Italia, “Siamo una squadra fortissimi”, la quale si espanse a macchia d’olio per la penisola, testimone la pubblicità delle suonerie del cellulare che martellava il cervello in quel periodo. In secondo luogo, ma non meno importanti, i Finley con l’album “Tutto è possibile”, “Sei parte di me” degli Zero Assoluto ed “Happy Hour” di Ligabue, che, ancora oggi, qualcuno scambia erroneamente con “Sweet Child O’ Mine” dei Guns ‘n Roses. Il 2006 è stato anche un anno di svolta per il rap, che tornò nelle scene mainstream grazie ad “Applausi per Fibra” di Fabri Fibra.

I Negramaro ci presero gusto dopo il 2005, per questo nel 2007 furono loro ad accompagnarci con “Parlami d’amore”, mentre Irene Grandi cantava “Bruci la città” a tutto volume. Nel corso di quest’anno uscì un film manifesto per molti giovani adolescenti,“Notte Prima degli Esami – Oggi” di Fausto Brizzi, che servì ad amplificare il successo di “Malinconia” di Luca Carboni. Restò comunque un’estate difficile per i cantanti italiani, a causa della concorrenza con Mika, che ci stregò con “Relax, Take it Easy”, e anche con “Umbrella” di Rihanna e “Candyman” di Christina Aguilera, entrambe sostenute molto da MTV.

Con la fine del Festivalbar, oltre al colpo al cuore, sono cambiati i meccanismi del tormentone, infatti negli ultimi otto anni si è sentita tanto la presenza delle canzoni straniere. Ad aiutare la provenienza estera sono stati sicuramente i social, che hanno amplificato le mode del momento unificando il tormentone a canzone mondiale. Per questo motivo è stato più difficoltoso trovare hit italiane che abbiano lasciato davvero il segno, ma continuando il viaggio a ritroso nel tempo si può riuscire ad avere lo stesso buoni risultati.

Nel 2008, popolato esclusivamente da Jason Mraz e di Katy Perry, Cesare Cremonini riportò l’attenzione sulla canzone nostrana con “Dicono di me”. Allo stesso modo, la neonata Giusy Ferreri sbancò tutto con “Non ti scordar mai di me”,  Marracash irruppe nella discografia italiana con “Badabum Cha Cha” e continuò la costanza di Fabri Fibra con “In Italia”, cantata insieme a Gianna Nannini. Anche il 2009 accusò la presenza di artisti stranieri come Bob Sinclair, David Guetta, Lady Gaga e in particolar modo dei Black Eyed Peas, che con “I gotta feeling” monopolizzarono la scena musicale.

Nonostante questo, i talent cominciarono a macinare contenuti e Noemi con “Briciole” iniziò a farsi conoscere ampiamente in tutta Italia. È anche l’estate del ritorno degli Zero Assoluto con “Per dimenticare” e di J-Ax con “Deca-Dance”, mentre un’altra nuova comparsa tra le parti alte della classifica furono i Club Dogo con “Sgrilla”. Nel 2009 divenne celebre l’impegno degli artisti per il terremoto in Abruzzo e infatti “Domani – 21/04/2009” fu un inno di quell’estate. In un 2010 con “solo” “Quando canterai la tua canzone” di Ligabue e “Ganja Chanel” di Entics, il vero primato estivo andò ancora a Fabri Fibra con “Vip in trip”, primo singolo dell’album “Controcultura” che continuerà l’ascesa di Fibra iniziata con “Tradimento” e “Bugiardo”.

In questi anni Pitbull consolidò il suo potere nel tormentone, le canzoni latine rientrarono nei must da danza estiva e, nonostante il suo mood poco felice, la malinconia Adele riuscì lo stesso a lasciare il segno d’estate.

Siamo arrivati nel 2011, il quale vide protagonisti Jovanotti con “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang” e Fabri Fibra con “Tranne te”.  Anche il 2012 fu un anno in salita nella sfida tra tormentone italiano e mondiale, Giorgia con “Tu mi porti su” e “Non vivo più senza te” di Biagio Antonacci si affiancarono a “Call Me Maybe” di Carly Rae Japsen, imbattibile quell’estate, e ad altri come DJ Antoine, Gustavo Lima e i Maroon 5. Per i più romantici, i Modà avevano rilasciato “Come un pittore” ed Emma MarroneCercavo amore”, mentre gli amanti del rap ricorderanno non solo l’album “Noi siamo il Club” dei Club Dogo, da cui sono state estratte nel periodo estivo “PES”, “Noi siamo il Club” e “Chissenefrega”, ma anche “Rapstar” di Fibra e Clementino, un disco di vera qualità. Tra l’altro, sempre Fibra, in collaborazione con i Crookers, rilasciò un singolo molto fortunato: “L’italiano balla”.

Pochi anni ci dividono dai giorni nostri e con molta probabilità alcune delle prossime canzoni citate sono ancora parte integrante delle nostre estati, scelte magari nel cd o nella chiavetta da portare in macchina quando si va al mare o in vacanza.

I tormentoni del 2013 sono stati tanti, sintomo di un ritorno positivo della canzone italiana nelle classifiche. Alcune delle canzoni più apprezzate sono state:  “Estate” di Jovanotti, “Levante” di Alfonso, “Bocciofili” di Dargen D’Amico insieme a Fedez, “O’Vient” di Clementino, “Panico” di Fabri Fibra, “Baciami e portami a ballare” di Alex Britti, “Tornare indietro” di Guè Pequeno e Arlissa, “Dimentico tutto” di Emma Marrone e “Congiunzione Astrale” di Nek. Nel 2014, altrettanto, ci sono parecchi titoli da citare, ma alcune canzoni sono state marcatamente più presenti di altre. Nell’anno in cui persino Michael Jackson riuscì a sbaragliare la concorrenza insieme a Justin Timberlake con “Love never felt so good”, in Italia “Logico #1” di Cesare Cremonini veniva trasmesso ovunque: in radio, in tv, in posta, nei bagni dell’autogrill, sul cucuzzolo di una montagna sperduta nel nulla. Nonostante fosse difficile eguagliare Cremonini, ci furono dei grandi risultati per “Maracanã” di Emis Killa, “Ti penso raramente” di Biagio Antonacci, “Il Muro del Suono” di Ligabue, “ Un amore così grande” dei Negramaro, “Domani è un altro film” dei Dear Jack, “Vieni con me” di Rocco Hunt, “Adesso sono qui” di Ghemon, “Fragili” e “Weekend” dei Club Dogo.

Siamo arrivati all’ultima tappa, quindici anni dopo l’inizio del nostro viaggio nel tempo, il 2015, che vide ancora una volta protagonisti Cesare Cremonini e Jovanotti, rispettivamente con “Buon Viaggio (Share the love)” e “L’estate addosso”. La differenza, rispetto l’annata precedente, è stata la mancanza di un tormentone leader in Italia, bensì tante canzoni che sono state dei successi in parallelo: “Roma Bangkok” di Baby K e Giusy Ferreri, “Maria Salvador” di J-Ax (“Canna!” Cit.) ed “Everytime” dei The Kolors. Leggermente più indietro in classifica “Luca lo stesso” di Luca Carboni e “#Fuori c’è il sole” di Lorenzo Fragola.

La storia dei tormentoni è infinita e quella appena raccontata è solo una parte delle grandi canzoni che hanno scritto le nostre estati. C’è da notare quanto l’influenza estera abbia cambiato il modo di concepire le hit, basti pensare che quest’anno molte canzoni ricordano i Major Lazer e i Jack Ü. A proposito, secondo voi quali sono i  tormentoni questa estate? Io un’idea me la sono già fatta tra le varie “Vorrei ma non posto” di Fedez e J-ax, “Ragazza magica” di Jovanotti, “L’alba” di Salmo, “Il ritmo dell’amore” di Enrico Nigiotti e “Universo” di Zibba, ma potrei aggiungere sicuramente qualche titolo alla lista.

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Andrea De Sotgiu
Andrea De Sotgiu

Laureato in Comunicazione, appassionato di musica e di tecnologia. Se qualcosa nasconde una dietrologia non si darà pace finché non avrà colmato la sua sete di curiosità, che sfogherà puntualmente all’interno dei suoi articoli.

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